
Livia Tura
Livia Tura, attrice classe 1994, si forma tra Ravenna e Roma e costruisce un percorso ricco di residenze artistiche, seminari e collaborazioni con registi come Lupinelli e Polizzi. Lavora in teatro, appare in “Il caso Pantani” e in altri progetti audiovisivi. Affianca alla recitazione la scrittura e un solido background fisico.
Livia Tura è un’attrice nata a Faenza nel 1994 e cresciuta artisticamente tra la Romagna e Roma, dove frequenta l’accademia “Fondamenta”. Qui studia con docenti provenienti dal teatro e dal cinema, costruendo una preparazione ampia che comprende recitazione, movimento scenico, drammaturgia e lavoro sul personaggio. Parallelamente arricchisce la sua formazione partecipando a numerosi seminari con figure di rilievo come Sergio Castellitto, Luigi Lo Cascio, Anne Ciccone, Ninni Bruschetta, Vittorio Viviani, Vincenzo Pirrotta e, soprattutto, con il gruppo del Teatro Potlach, dove incontra anche Eugenio Barba e Giulia Varley.
Il suo percorso professionale prende forma soprattutto in ambito teatrale, dove collabora a lungo con Maurizio Lupinelli sia come interprete che come aiuto regia, partecipando a residenze artistiche e lavorando in spettacoli come Lacrime amare di Petra Von Kant e Aspettando Godot. Lavora con il regista Francesco Polizzi in diverse edizioni de U Ciclopu, portato anche al Teatro Arcobaleno di Roma e al Festival Dionisiache di Segesta, e partecipa a progetti rappresentati al Teatro Rasi e al MAXXI di Roma. Scrive e interpreta anche lavori originali, come O’scià, che firma con altri artisti.
In ambito audiovisivo appare in film come “Il caso Pantani” di Domenico Ciolfi, “La Macchinazione” di David Grieco e “I Medici”, ampliando la sua esperienza davanti alla macchina da presa. Partecipa a cortometraggi e spot, e si aggiudica il premio come miglior attrice al festival “Cortometraggi Emilia Romagna – 48 ore”.
Artista poliedrica, Livia è anche scrittrice, sceneggiatrice e musicista. Ha praticato per anni ginnastica artistica, acrobatica e pallavolo, oltre allo yoga, arricchendo il suo lavoro scenico con un solido controllo fisico, padronanza del movimento e una naturale attitudine al canto e alla danza.










